Dal 17 febbraio di quest’anno, con il decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, sono stati interrotti sia lo sconto in fattura che la cessione del credito, prevedendo esclusivamente la detrazione diretta, salvo alcuni casi particolari:

– per interventi realizzati nei comuni vittima di eventi sismici (verificatisi dopo 1° aprile 2009) e da eventi meteorologici (dal 15 settembre 2022 nei territori delle Marche);

– per interventi effettuati dagli Iacp, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa e dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale o dalle organizzazioni di volontariato;

– per interventi per il superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche (con detrazione al 75%).

Dunque ora cosa bisogna aspettarsi per il futuro dei bonus?

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, si è espresso in merito affermando che in materia c’è stata un’eccesso di legislazione dei vari governi, e che al momento non è ancora stato risolto il problema dello blocco dei crediti. Aggiunge inoltre che tale situazione si inserisce nel quadro di una riforma fiscale ancora in corso ed “occorre dunque mettere un punto fermo decidere per il futuro quali obiettivi si vogliono perseguire e con quali strumenti si vogliono attuare”.
Continua sempre Spaziani Testa asserendo che non ha utilità stabilire incentivi alti sapendo che senza la cessione del credito la maggior parte dei lavori non possono essere effettuati, in particolar modo per quanto riguarda i condomini.

Confedilizia ha infatti suggerito di “trasformare in credito di imposta per gli stessi beneficiari delle detrazioni le detrazioni stesse, quindi senza cessione; oppure portare in avanti il diritto alla detrazione rispetto agli anni in cui questo diritto non può essere utilizzato, nel senso che non si ha capienza fiscale”

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