Il governo Meloni riconferma anche per il 2023 il bonus ristrutturazione all’interno della legge di bilancio, con cui viene prorogata la detrazione IRPEF del 50% per i lavori di ristrutturazione. La differenza sostanziale rispetto al passato è che non saranno più concessi la cessione del credito e lo sconto in fattura, ma esclusivamente la detrazione mediante dichiarazione dei redditi.

QUALI SONO I REQUISITI?

I requisiti per poter usufruire del Bonus ristrutturazione variano a seconda che siano richiesti da un condominio o per immobili unifamiliari.
Nel primo caso vengono contemplati interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro conservativo e ristrutturazione edilizia, come ad esempio:
– riparazione, rinnovo e sostituzione delle finiture degli edifici,
– opere atte a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti,
– sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti,
– tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle
porte dei garage

Per quanto riguarda invece gli edifici unifamiliari troviamo:
– manutenzione straordinaria
– restauro e risanamento conservativo
– ristrutturazione edilizia

COME SI PUO’ RICHIEDERE IL BONUS RISTRUTTURAZIONE?
Occorre indicare nella dichiarazione dei redditi tramite modello 730 i dati catastali dell’immobile e, nel caso in cui i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Occorre poi inviare all’ASL competente per territorio una comunicazione con le seguenti informazioni:

– generalità del committente dei lavori e loro ubicazione
– tipologia dell’intervento
– dati dell’impresa esecutrice dei lavori con assunzione di responsabilità in ordine al rispetto degli obblighi normativi in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
– data di inizio dell’intervento di recupero

La legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo, valido solo per quei lavori che comportano risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili, di trasmettere una comunicazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

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